Parte Decima:La Fine di Sandokan

E' l'estate del 1998,precisamente l'11 luglio,quando dopo anni di sonnolenti indagini nel casertano,viene interrotto bruscamente il sogno criminale del Clan dei Casalesi.Viene arrestato dalla Direzione Distrettuale Antimafia,Francesco Schiavone,detto Sandokan.Viene ritrovat,il boss,in un bunker in cemento armato,sotto un'abitazione di un prestanome,a pochi metri dalla chiesa del paese,per anni di latitanza quindi,non si era mai spostato dal suo regno,anzi facendosi scherno degli investigatori,aveva trovato anche il tempo di incontrare spesso sua moglie e fare altri due figli.
Il Bunker era nascosto da un grosso blocco di pietra bianco su due binari,ben mimetizzato con la parete della casa,bastava una lieve pressione e il blocco scorreva,aprendo le porte del rifugio criminale.Qui si trovava un tunnel stretto,nel quale procedere a quattro zampe e poi,dopo uno spesso muro di mattoni grezzi,ecco il vero e proprio bunker.I video ripresi dalla DDA mostrano un rifugio a più livelli.Nel primo erano presenti tutti i confort,frigo riempieto fino all'inverosimile con gelati,dolci e frutta fresca,una tavolozza di colori usati dal boss per assecondare la sua passione,la pittura,quadri con ritratti di Napoleone o dello stesso Sandokan in posa,il tutto di dubbia bellezza e dal carattere molto dozzinale.
Sul comodino del letto la Bibbia,e poi un condizionatore che rendeva l'aria del bunker piacevole pure d'estate.Poi due grandi videocitofoni,che permettevano un capillare controllo dello spazio antistante la villa che celava il rifugio.In un angolo poi,una specie di botola attraverso la quale si scendeva nel livello inferiore,qui era il vero nucleo del bunker.Una stanza scavata nella roccia viva,piena di umidità nell'aria,con pietre sconnesse come pavimento.Al centro un piccolo pozzo naturale d'acqua e una tenda da campeggio,mai però usata dal boss.C'era anche una piccola biblioteca con molte opere sul periodo borbonico in Campania,libri di Walter Scott e biografie di Napoleone,oltre,incredibilmente,alle opere omeriche dell'Iliade e dell'Odissea. Quando Schiavone viene braccato,non lotta ne tenta la fuga,alza le mani urlando di non sparare,e con il viso della resa e della paura si consegna alle manette dell'Antimafia.
La costruzione dei bunker per i latitanti era una settore molto sviluppato dell'edilizia casertana.Basti pensare che a Casal di Principe,un noto muratore esperto del campo,è riuscito ad aprire una piccola azienda edile grazie a questa fiorente attività.Addirittura richiesto pure in Calabria a Palmi,dove ha costruito bunker per alcuni boss della 'ndrangheta,rifugi molto apprezzati per la cura e il confort.Insomma,un mondo folle a parte.Poco dopo l'arresto di Sandokan,l'associazione Libera,allestisce un congresso anti-mafia a Villa di Briano,un super convegno al quale intervengono magistrati,scrittori,giornalisti e politici da sempre in lotta con la Camorra,primo fra tutti il senatore Diana nativo proprio di San Cipriano d'Aversa.Mentre la discussione prosegue fra gli invitati,da lontano dal palco,si notano un gruppo di donne venire incontro urlanti e furibonde.I Carabinieri riescono a bloccarle tra i visi increduli della folla.
Sono le donne del Clan Schiavone venite a urlare il loro disprezzo davanti a politici e magistrati.Ecco una nota di colore,più simile al brigantaggio che alla Mafia e che rende unica come stereotipo la Camorra casalese. Insieme a Francesco Schiavone finiscono in pochi giorni in carcere almeno una decina di capi del Clan.E' un colpo molto duro e profondo per il gruppo casalese,una sconfitta cocente,ma non la fine.Si apre infatti una nuova stagione criminale in breve tempo;a piede libero sono ancora personaggi di spicco e molto influenti,come Francesco Bidognetti,Antonio Iovine e soprattutto Michele Zagaria,latitante da ben undici anni.

Rosaria Capacchione,giornalista del Mattino di Napoli e autrice di numerosi saggi sul fenomeno camorristico spiega in modo chiaro le origini dei due aspiranti reggenti Iovine e Zagaria:"Zagaria era un killer freddo e spietato,fino al 1993.Lo arrestarono pieno di armi nel 1991 ma per errori precedurali viene rilasciato due anni dopo.Pochi anni dopo si da alla latitanza.Lo stesso vale per Iovine,detto o'Ninn poichè anni prima nella celebre spedizione alla masseria di Marano per eliminare i Nuvoletta era appena diciottenne,il più piccolo e scaltro fra le nuove leve casalesi di allora.La loro ascesa criminale fino ad allora era piuttosto lenta,anzi sembravano più manovalanza , che leader del gruppo".La loro fortuna è quella di trovarsi in libertà proprio mentre quasi tutte le teste del Clan cadono per mano della legge,lasciando quindi un grosso vuoto da riempire al vertice del gruppo criminale.
Dopol'arresto di Sandokan sono proprio questi due ex-killer del clan a prendere le redini del comando,non senza odi e rancori reciproci.
AUTORE:Nicola Giordano
Direttore e Fondatore
E-mail: ngiordano1983@yahoo.it
Luogo di nascita............. Napoli
Obiettivi.......................... Non perdere mai la mia libertà
Canzone Preferita.......... L'Avvelenata (Francesco Guccini)
Libro Preferito................ Il Grande Gatsby (Francis Scott Fitzgerald)
Film Culto....................... C'era Una Volta In America
Un Oggetto..................... Piccola foto sempre con me
Profumo di un luogo...... L'aria frizzante delle mattine di primavera